Magnetosonic Pendulum

Dario Casillo programmazione Max/Msp

Living Lab Music – Conservatorio di Padova – LLM6::Data sonification as artistic practice – Fabio Cifariello Ciardi, Martin Rumori

  • 21 maggio – 13 novembre 2015 Auditorium Conservatorio “Pollini”, Padova

  • 31 Ottobre 2015, OLE.02 Festival – PAN, Palazzo della Arti di Napoli

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12183943_1073924422647855_8688815171368231573_oMagnetoSonic Pendulum è un’installazione in grado di sonificare (mediante un’algoritmo in linguaggio di programmazione MAX/MSP) l’andamento dei dati relativi all’inquinamento elettromagnetico presente nell’ambiente attraverso l’utilizzo di un algoritmo e di un sistema di pendoli elettromagnetici. Al fattore si è voluto aggiungere una dimensione visiva. L’intento non è quello di rappresentare in maniera didascalica l’andamento dei dati, ma di dare al tutto un aspetto anche visivo che possa attribuire un valore aggiunto alla sonificazione. Il punto di forza di questa configurazione sta nel fatto che l’oggetto di analisi, nel nostro caso i campi magnetici, vengono sfruttati non solo ai fini della sonificazione, ma anche come segnale di sollecitazione del sistema di tipo elettromeccanico. Poichè si tratta di trasporre nel campo sonoro quello che è l’andamento di una grandezza impercettibile, è importante far sì che i parametri in gioco siano riscalati in maniera coerente con le nostre capacità percettive, dalle quali non si può prescindere.La difficoltà maggiore è individuare il giusto intervallo nella mappatura dei dati, per far sì che questi, una volta sonificati, permettano di interpretare l’andamento del campo magnetico inquinante (fungere quindi da interfaccia della realtà) ma simultaneamente attivare il sistema e rendere possibile l’interpretazione visivo/motoria.La parte hardware è costituita da 7 bobine (emettitrici) di cavo di rame sospese ad una struttura in plexiglass a mo’ di pendoli. Ogni bobina rappresenta una provincia della regione Veneto. Il segnale audio proveniente dall’algoritmo sotto forma di segnale elettrico, passa attraverso le bobine che sfruttando l’induzione elettromagnetica trasformano il segnale elettrico in campo magnetico. Essendo le bobine vicine tra loro, queste possono interagire: respingendosi e attirandosi cominciano ad oscillare in maniera più o meno energica seguendo l’andamento del segnale sonoro che, a sua volta, è legato all’andamento del campo magnetico inquinante. Il campo mangetico delle bobine/pendoli viene raccolto da due altre bobine (riceventi) sottostanti collegate a due altoparlanti. In questo modo il segnale sonificato dall’algoritmo viene ricostruito per poter essere ascoltato, ma viene anche spazializzato su un fronte stereofonico in base al movimento del sistema.

I dati utilizzati sono relativi all’inquinamento elettromagnetico ad alte frequenze della città di Padova, per i quali si ringrazia L’ARPAV, in particolare Sabrina Poli e Raffaella Ugolini.