Boxing Valentine

l’amore che uccide

  • Dario Casillo programmatore Supercollider, Max/MSP, compositore, regia sonora
  • Emma Cianchi regia, coreografia
  • Valentina Schisa, Antonio Nicastro e Lukas Lizama interpreti 
  • Dario Biancullo costumi 
  • Enrico Giordano luci 
  • produzione ArtGarage

Traccia audio: Boxing Valentine

È una performance multimediale con proiezioni e video mapping (MadMapper), danza contemporanea, musica elettroacustica con interazione movimento fisico del performer (Supercollider e MaxMsp con microcontrollore/sensori/Phidgets) . La parte sonora è una composizione originale contenuta in due tracce separate. La prima è intitolata BOXING VALENTINE, dura 32 minuti ed è stata realizzata con materiali audio registrati, suoni di sintesi con Supercollider e l’interazione in tempo reale con Max/Msp. La seconda traccia è intitolata SO DANCE, dura 9 minuti ed è stata realizzata solo con Max/Msp e sintetizzatore modulare Serge. 

Il materiale audio è stato registrato con tecniche di field recording utilizzando un microfono Geofono LOM, due microfoni a contatto AKG C411, un microfono shotgun Sennheiser MKH416 e un registratore ZOOM F6 a 32 bit. I suoni principali sono stati registrati sollecitando una stanza ampia e vuota, oppure i suoni del corpo (un respiro, un grido, bisbiglii) altri suoni sono stati registrati con un pianoforte verticale preparato. Ogni suono registrato è stato processato con alcune patch di Supercollider che fanno parte della mia workstation personale. 

La regia sonora è stata progettata consentendo due tipologie di ascolto immersivo e  spazializzato: 1) impianto audio multicanale quadrifonico (con loudspeaker); 2) cuffia wifi. Il pubblico è libero di scegliere.

l’idea di far ascoltare il suono anche in cuffia con l’uso di plug-in audio per la spazializzazione sonora in tempo reale.

L’ambiente sonoro creato da Dario Casillo accompagna con la giusta carica emozionale l’azione scenica, anzi il pubblico, dalla terza fila in poi, ha potuto usufruire di cuffie per essere completamente immersi nel suono mediante la spazializzazione sonora in tempo reale. Finestre, specchi, letti e costumi, realizzati da Dario Biancullo, appaiono e scompaiono con l’abile utilizzo anche di importanti effetti di luce realizzati dall’ottimo Enrico Giordano. La donna è persa, intimorita, alle volte eccitata e l’uomo che la tiene segregata, che appare inizialmente solo come un’ombra, potrebbe anche essere una sua proiezione. Invece si manifesta e, senza mai veramente interagire con lei in un duetto dove si potrebbe ipotizzare un rapporto paritario e di scambio, dopo averla manipolata e quasi plastificata con una sorta di gesso liquido, la chiude in una scatola.

finale inquietante che induce a riflettere

Il lavoro di Emma Cianchi affronta il problema della violenza di genere, purtroppo sempre attuale, in maniera diretta, cruda ed efficace ma senza sfuggire a possibili interpretazioni metaforiche sulla psiche femminile e le aspettative che il desiderio maschile e i luoghi comuni sulla sessualità possono generare. È certamente interessante il finale che, sebbene inquietante, propone la negazione dell’amore che invece di salvare e accudire, schiavizza e uccide. Sembra di individuare una sorta di mito di Pigmalione al contrario. La passione dell’artista che, attraverso l’intercessione di Venere,  rende vita alla statua di Galatea, qui è un desiderio di possesso che rende l’obiettivo del proprio amore un’oggetto privo di volontà e dall’identità annullata.

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